OT People: Davide Bedogni, un percorso tra creatività, tecnologia e lavoro di squadra
OT People, la rubrica che mostra il dietro le quinte di OT Consulting.
I protagonisti? Le persone di OT, il cuore della nostra azienda.
Davide ha 34 anni ed è con noi da quando ne aveva solo 24, appena concluso il suo percorso di studi. Le sue passioni si riassumono in tre parole: sport, creatività e tecnologia. Gioca a tennis fin da quando era piccolo, suona la chitarra e da ragazzino faceva persino parte di un gruppo. Un talento ereditato da suo padre. Ultimamente si dedica molto alla fotografia: gli piace girare per mercatini alla ricerca di vecchie macchine fotografiche analogiche e provare a dare loro nuova vita.
Con la tecnologia è stato amore a prima vista: nei primi anni 2000 era un bambino affascinato dai primi computer e questa curiosità lo ha portato a trasformare questa passione nel suo lavoro.

Il percorso verso l'informatica
Cosa ti ha portato a lavorare in questo settore e perché hai scelto proprio OT?
Da ragazzino ero affascinato dall'idea di poter "smanettare" e “creare cose” con il PC. Nonostante io abbia uno spirito molto creativo e artistico, l'informatica era la disciplina scientifica che mi attraeva di più e questo mi ha spinto a trasformare il mio interesse in un percorso di studi, dall'istituto tecnico fino all'università.
Perché ho scelto OT? Diciamo che ci siamo scelti a vicenda. Sono stato contattato per un colloquio ancora prima di finire l'università. È stata la mia prima opportunità e, di fatto, il mio primo e unico impiego, dato che sono qui da circa 10 anni. Ciò che mi ha convinto a restare così a lungo è l’atmosfera che si respira, si lavora molto bene insieme.
Il ruolo di Davide in OT Consulting
Qual è il tuo ruolo in OT e quali sfide affronti ogni giorno?
Ho un background da sviluppatore, ma il mio ruolo oggi è più gestionale: seguo il team sviluppo software, che si occupa di system integration per diversi clienti in svariati ambiti (da cui il nome "cross", proprio perché non ci focalizziamo su un unico business verticale).
Il mio lavoro consiste principalmente nel fare da ponte tra le esigenze dei clienti e il team di sviluppo. Nello specifico, nella gestione del progetto sono coinvolto fin dall'inizio, quando il cliente ha l'idea. Seguo lo studio di fattibilità, la proposta commerciale e l'analisi iniziale. Successivamente, mi occupo della pianificazione e faccio in modo che le varie parti comunichino bene tra loro.
La sfida principale che affronto ogni giorno, che è anche un aspetto molto stimolante del mio lavoro, è legata all'evoluzione della tecnologia. Cambia costantemente e richiede di adeguarsi di continuo. La vera difficoltà sta nel non rimanere fermi: anche se si è bravi a fare una cosa in un certo modo, bisogna essere capaci di ottenere lo stesso risultato adattandosi ai nuovi strumenti e alle evoluzioni del settore. Di conseguenza, cambiando le tecnologie, cambiano anche le esigenze dei clienti e dei progetti e questo ci porta a ricalibrare sempre il tiro.
Mi piace definirmi come "il collante" o l'olio nel meccanismo" che permette a tutto di funzionare senza intoppi. Cerco di far crescere le persone del mio team, assicurandomi che facciano esperienze utili per la loro carriera e che siano contente e soddisfatte.
Un progetto di successo
Ci racconti un progetto di cui sei particolarmente orgoglioso?
Ci sono diversi progetti che mi hanno dato grandi soddisfazioni, ognuno per motivi diversi. Abbiamo realizzato un portale complesso per la gestione dei bandi di gara; uno dei primi lavori importanti che ho seguito appena entrato nel nuovo team, che ha permesso di mettere ordine in processi articolati, garantendo un controllo preciso su tutte le attività.
Poi, una realtà che utilizzava software ormai obsoleti e poco funzionali ci ha affidato il compito di rinnovare praticamente tutto. Il successo di questo intervento ha creato un rapporto di fiducia che prosegue tuttora con nuove attività.
Un progetto più recente riguarda un software per macchinari industriali nel settore automotive. È un lavoro di cui vado molto fiero per la sua complessità tecnica: non avevamo mai realizzato un software di questo tipo prima e abbiamo utilizzato tecnologie nuove. Vedere il team riuscire a padroneggiare queste novità e portare a termine il lavoro è stato decisamente gratificante.
Cosa ti piace di più di OT?
È un'azienda giovane. dinamica, energica, si riesce a fare gruppo facilmente. Le persone che ci lavorano sono davvero appassionate di quello che fanno. Si ha la percezione di essere circondati da professionisti in gamba, che lavorano volentieri e con partecipazione ed è davvero così.
Dacci un consiglio
Quali competenze ritieni fondamentali per chi lavora nel tuo campo?
Oltre ad avere requisiti tecnici di base imprescindibili, ritengo che le soft skill siano il vero motore di tutto. La tecnica da sola non basta. Le competenze più importanti sono la passione e la curiosità. Il nostro settore cambia continuamente: è inutile fossilizzarsi su un linguaggio specifico, perché tra dieci anni potrebbe non esistere più. L’interesse è ciò che ti permette di mantenere il passo con l'evoluzione tecnologica e di imparare sempre cose nuove senza sentirne il peso. Se manca, il lavoro diventa faticoso e difficile da sostenere.
Per chi, come me, si occupa di fare da tramite tra cliente e team, servono anche basi di Project Management. È fondamentale saper organizzare il lavoro, creare piani di attività, gestire le riunioni con i clienti e redigere verbali e documentazione. L'esperienza aiuta molto, ma avere queste basi organizzative è essenziale.
Infine, un consiglio che mi sento di dare è quello di non limitarsi, ma di mettersi in gioco e dare tutto sé stessi. Ci saranno momenti faticosi, ma è proprio superandoli con impegno che si cresce professionalmente.
Uno sguardo al futuro
Quali sono i tuoi obiettivi professionali a breve e lungo termine?
Il mio obiettivo è proseguire nel percorso di crescita personale e di gruppo avviato già da un paio d'anni. Il mio desiderio principale è ampliare il team sys cross e, invece di gestire i singoli progetti uno per uno, mi piacerebbe occuparmi di una visione d'insieme legata all'intera area, assumendomi maggiori responsabilità nella gestione del team e dei clienti.
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